Enrica Mosciaro - l’architetto che ha progettato l’hotel - ha voluto conferire all’edificio un’immagine moderna, funzionale e contemporaneamente accogliente grazie anche all’attenta e ponderata scelta dei materiali che lo costituiscono. Con la sovrapposizione di due volumi, l’Hotel si configura come l’insieme di due edifici, divisi quasi"senza toccarsi" da una lunga e sottile striscia di vetro. Il parallelepipedo superiore compatto e leggero, che ospita le camere, sembra "galleggiare" sulla base e la sua articolazione risponde alla sua complessità funzionale: in particolare la sua suggestiva facciata è studiata in modo da soddisfare esigenze luminose ed ecologiche. La parte più esterna è costituita da un’estesa gelosia, interamente apribile dall’interno dai balconi delle camere, e composta da dei pannelli fenolici tagliati a listoni e tra loro mescolati che simulano il colore e l’aspetto del legno in tre tonalità: rovere chiaro, scuro e castagno. Il risultato è un’incredibile texture che dona alla facciata una maggior sensazione di natura. L’edificio inferiore si caratterizza per un efficace gioco di vetrate, pareti e volumi cromatici che rivelano gli ambienti interni del piano terra, gli spazi pubblici e d’incontro impreziositi da arredamenti ad opera di designer come Gonzalo Milà, Lievore Altherr Molina, Andres Bluth, Miguel Milà e Patricia Urquiola.
